Referendum: noi ci saremo
Con una notifica giunta presso la sede del Comitato Referendario per i Collegi Uninominali da parte dell’ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione è divenuta ufficiale l’accettazione dei due quesiti depositati per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale, comunemente conosciuta come Porcellum, ed il ripristino della legge elettorale precedente a collegi uninominali maggioritari, il Mattarellum.
L’ufficio centrale per il referendum ha reso inoltre noto di aver provveduto a verificare un campione di 563.241 firme sul 1.210.873 firme depositate per il primo quesito ed di aver sempre verificato su 563.241 firme sul 1.184.447 depositate per il secondo quesito e di averne riscontrate come valide 534.334 e 531.081 rispettivamente per i due quesiti. (continua a leggere su Gazebos)
Il Pd è incompatibile col proporzionale
Il 26 novembre, all’iniziativa della sua corrente “Inizia una stagione nuova”, Dario Franceschini ha identificato tre progetti che il Parlamento dovrebbe realizzare in quel che resta della legislatura: Senato federale, nuovi regolamenti parlamentari ed una nuova legge elettorale. Una proposta che, se fosse ascoltata, potrebbe ridare vita e protagonismo al Parlamento, contribuendo a ricostruire l’autorevolezza di una delle istituzioni che più hanno sofferto gli effetti nefasti di una brutta legge elettorale come il Porcellum.
Potremmo chiudere qui, rasserenati dall’impegno istituzionale del capogruppo del PD alla camera a farsi sostenitore di 3 punti di attività parlamentare, ma non si può ignorare lo stridio acuto, simile ad un graffio su di una lavagna del proseguo del ragionamento: “Il PD ci sarà, qualsiasi sia la legge elettorale, proporzionale o maggioritaria. Ad ogni modo, l’obiettivo della nuova legge elettorale, anche se proporzionale, è quello di liberarci dalle gabbie delle alleanze; dobbiamo avere un sistema in cui le alleanze si scelgono e non si subiscono.” (continua a leggere su qdr)
Alchimie proporzionali
D’antoni ci suggerisce con un articolo di sostegno e rilancio del proporzionale che abbiamo bisogno di una società che sia più redistributiva, e che con questo potremmo ambire ad una più sincera interpretazione del concetto di giustizia sociale. A sostegno di questo rinnovato (e potremmo dire mai tradito) amore per il proporzionale D’Antoni brandeggia lo studio del proessor Iversen, cattedratico di Harvard, in merito a questa magica connessione tra leggi proporzionali e realizzazione di governi socialdemocratici a dispetto di quei paesi così maggioritari da non poter far altro che incoraggiare la vittoria politica del centrodestra. E’ come aver scoperto in un colpo solo la pietra filosofale che trasforma non solo il piombo delle sconfitte del centrosinistra ma che produce anche la realizzazione di uno stato equo e giusto. (continua a leggere su Gazebos)
Insofferenza PD
Che si tratti di una cena tra amici, di una chiacchera al Bar o di un lancio di agenzia non è mai un buon segno quando si viene paragonati a Jello Biafra. Non lo è nemmeno quando ad un ragionamento invece che reagire partendo dal merito degli argomenti lo si riduca ad una mera valutazione del grado di antipatia. Eviteremo di direi, infine, che un incontro seguito da migliaia di persone con attenzione e partecipazione possa essere delegittimato con la sorprendente valutazione di estraneità. In pochi mesi in un crescendo le reazioni della maggioranza del Partito Democratico vincitrice del congresso del 2009 hanno dato prova di una insofferenza crescente nei confronti di chi non si adegua alla semplificazione identitaria della politica, verso chi caricandosi della responsabilità delle proprie proposte voglia misurarsi su queste trova invece sistematicamente una forma di resistenza radicale a tutto ciò che viene percepito come diverso ed estraneo.
Il Partito Democratico fin dal giorno della sua fondazione ha purtroppo dimostrato una debolezza endemica nel costruire luoghi di battaglia politica interna tali da costruire una proposta condivisa, complice l’atteggiamento ondivago di coloro che ne guidano le aree principali che sono sembrati nei fatti maggiormente interessati a condividere la guida del partito più che impegnarsi nella qualità della proposta politica che il PD avrebbe dovuto rappresentare in Italia. (continua a leggere su Gazebos)
Quel che resta della Leopolda
Se di un appuntamento politico atteso spasmodicamente dai giornalisti quasi quanto dalla segreterie dei partito a distanza di 3 giorni dobbiamo continuare a parlarne è la dimostrazione che qualcosa è successo.
Il Big Bang del sindaco di Firenze Matteo Renzi si è tenuto il 28, 29 e 30 ottobre, una tre giorni di interventi tenuti insieme dal principio “cosa farei se fossi presidente del consiglio” e da un’organizzazione curata, con uno stile televisivo da prime time come nel Partito Democratico non se ne vedevano dai tempi della segreteria di Veltroni.
Cosa è successo di così significativo da rimanare nella dialettica politica mentre osserviamo le borse proiettare su tutta Europa lo spettro dei fallimenti degli Stati Nazione?
Nella tre giorni fiorentina si è venuti a capo di una pietra filosofale del centrosinistra?
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Primarie francesi, oltre il PS
Il 17 ottobre 2011 sono terminate, con il secondo turno, le elezioni primarie aperte ai cittadini per la designazione del candidato del Partito Socialista Francese e del partito radicale di sinistra alle presidenziali del 2012. Il risultato consegna un’ampia legittimazione a François Hollande con il 56,57% dei consensi che ha sconftto il segretario in carica del partito Martine Aubry che si è fermata a 43,43%. Le percentuali danno un’immagine netta di questa vittoria ma è opportuno osservare anche i dati assoluti come riprova di quella che è stata una grande sfida democratica e prima di altro una vittoria di tutti coloro che confidano nell’apertura alla società dei grandi processi di legittimazione politica. Al secondo turno delle primarie hanno partecipato infatti 2.860.157 cittadini, di cui solo 18.990 si sono espressi annullando il voto o astenendosi, i due candidati si sono confrontati ottenendo: 1.607.268 voti Hollande e 1.233.899 voti la Aubry. Un margine netto ma non di una dimensione tale da indebolire l’essenza di competizione autentica tra candidati. (continua a leggere su Gazebos)
L’Italia nel blindato
Io ero nel blindato che ha preso fuoco il 15 ottobre 2011 a piazza San Giovanni, sotto i colpi della sassaiola che volava impietosa sulla carrozzeria del mezzo, sui simboli dello Stato, su ciò che quei simboli rappresentano.
Io ero lì, insieme a quel giovane carabiniere, insieme a tutta Italia.
E come tutta Italia guardando quello che istante dopo istante avveniva a Roma, nell’attesa di veder emergere l’autista del mezzo ho provato un senso invadente di dolore, di smarrimento che non si è alleggerito nonostante lo scatto di sopravvivenza del carabiniere che, nel percorso che lo separava dal mezzo in fiamme fino alla sicurezza, ha affrontato altre offese, altri colpi diretti non ad uccidere lui ma ciò che la sua divisa rappresenta. (continua a leggere su qdr)



