Salta al contenuto
16 novembre 2011

Insofferenza PD

Che si tratti di una cena tra amici, di una chiacchera al Bar o di un lancio di agenzia non è mai un buon segno quando si viene paragonati a Jello Biafra. Non lo è nemmeno quando ad un ragionamento invece che reagire partendo dal merito degli argomenti lo si riduca ad una mera valutazione del grado di antipatia. Eviteremo di direi, infine, che un incontro seguito da migliaia di persone con attenzione e partecipazione possa essere delegittimato con la sorprendente valutazione di estraneità. In pochi mesi in un crescendo le reazioni della maggioranza del Partito Democratico vincitrice del congresso del 2009 hanno dato prova di una insofferenza crescente nei confronti di chi non si adegua alla semplificazione identitaria della politica, verso chi caricandosi della responsabilità delle proprie proposte voglia misurarsi su queste trova invece sistematicamente una forma di resistenza radicale a tutto ciò che viene percepito come diverso ed estraneo.

Il Partito Democratico fin dal giorno della sua fondazione ha purtroppo dimostrato una debolezza endemica nel costruire luoghi di battaglia politica interna tali da costruire una proposta condivisa, complice l’atteggiamento ondivago di coloro che ne guidano le aree principali che sono sembrati nei fatti maggiormente interessati a condividere la guida del partito più che impegnarsi nella qualità della proposta politica che il PD avrebbe dovuto rappresentare in Italia. (continua a leggere su Gazebos)

2 novembre 2011

Quel che resta della Leopolda

Se di un appuntamento politico atteso spasmodicamente dai giornalisti quasi quanto dalla segreterie dei partito a distanza di 3 giorni dobbiamo continuare a parlarne è la dimostrazione che qualcosa è successo.

Il Big Bang del sindaco di Firenze Matteo Renzi si è tenuto il 28, 29 e 30 ottobre, una tre giorni di interventi tenuti insieme dal principio “cosa farei se fossi presidente del consiglio” e da un’organizzazione curata, con uno stile televisivo da prime time come nel Partito Democratico non se ne vedevano dai tempi della segreteria di Veltroni.

Cosa è successo di così significativo da rimanare nella dialettica politica mentre osserviamo le borse proiettare su tutta Europa lo spettro dei fallimenti degli Stati Nazione?

Nella tre giorni fiorentina si è venuti a capo di una pietra filosofale del centrosinistra?

(continua a leggere su Gazebos)

19 ottobre 2011

Primarie francesi, oltre il PS

Il 17 ottobre 2011 sono terminate, con il secondo turno, le elezioni primarie aperte ai cittadini per la designazione del candidato del Partito Socialista Francese e del partito radicale di sinistra alle presidenziali del 2012. Il risultato consegna un’ampia legittimazione a François Hollande con il 56,57% dei consensi che ha sconftto il segretario in carica del partito Martine Aubry che si è fermata a 43,43%. Le percentuali danno un’immagine netta di questa vittoria ma è opportuno osservare anche i dati assoluti come riprova di quella che è stata una grande sfida democratica e prima di altro una vittoria di tutti coloro che confidano nell’apertura alla società dei grandi processi di legittimazione politica. Al secondo turno delle primarie hanno partecipato infatti 2.860.157 cittadini, di cui solo 18.990 si sono espressi annullando il voto o astenendosi, i due candidati si sono confrontati ottenendo: 1.607.268 voti Hollande e  1.233.899 voti la Aubry. Un margine netto ma non di una dimensione tale da indebolire l’essenza di competizione autentica tra candidati. (continua a leggere su Gazebos)

18 ottobre 2011

L’Italia nel blindato

Io ero nel blindato che ha preso fuoco il 15 ottobre 2011 a piazza San Giovanni, sotto i colpi della sassaiola che volava impietosa sulla carrozzeria del mezzo, sui simboli dello Stato, su ciò che quei simboli rappresentano.

Io ero lì, insieme a quel giovane carabiniere, insieme a tutta Italia.

E come tutta Italia guardando quello che istante dopo istante avveniva a Roma, nell’attesa di veder emergere l’autista del mezzo ho provato un senso invadente di dolore, di smarrimento che non si è alleggerito nonostante lo scatto di sopravvivenza del carabiniere che, nel percorso che lo separava dal mezzo in fiamme fino alla sicurezza, ha affrontato altre offese, altri colpi diretti non ad uccidere lui ma ciò che la sua divisa rappresenta. (continua a leggere su qdr)

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.