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11 ottobre 2011

Il Ps francese riparte dalle primarie

Il 16 ottobre la lunga marcia del Partito Socialista Francese verso la legittimazione della propria candidatura alle presidenziali del 2012 giungerà al termine con il secondo turno delle elezioni primarie aperte a tutti i cittadini francesi. Nel primo turno del 10 ottobre si sono affermati François Hollande con un concreto 39% dei voti espressi e Martine Aubry con il 30% dei voti. Ségolène Royale si è fermata ad un poco memorabile 7% mentre Arnaud Montebourg, , ha conquistato un sorprendente 17% con la propria piattaforma politica dedicata alla “deglobalizzazione”. Poca attenzione è stata invece ingiustificatamente rivolta a Manuel Valls, autodefinitosi in tempi non sospetti clintoniano o blairiano, che con il suo 6% dei voti conseguiti si attesta immediatamente dopo Ségolène Royale. Stando ai risultati la candidatura del segretario dei radicali francesi Baylet si è guadagnata il proprio margine di ininfluenza con appena l’1% dei voti assegnati e che rientra meritoriamente nella categoria delle testimonianze politiche. (continua a leggere su qdr)

12 luglio 2011

Ritorno al maggioritario

Esiste un filo indissolubile che lega la crisi finanziaria, il crollo dei mercati, la marcata incapacità di questo governo di esercitare la sua funzione e l’odiosa legge elettorale che dal 2005 abbiamo imparato a chiamare volgarmente “la porcata” o porcellum.

E’ una fune, quella della legge elettorale, che è in grado di tirare l’Italia in avanti; una fune talmente resistente da poter sradicare i piccoli interessi dei soloni della politica amarcord, gli stessi soloni che ci hanno insegnato che prima di essere uno Stato e un Popolo dobbiamo essere fazione. Una fune che se non saremo in grado di afferrare si trasformerà definitivamente in un cappio che, stringendosi sempre di più, dopo aver svilito la rappresentanza parlamentare strangolerà le istituzioni italiane, rinvigorendo invece il potere dei partiti. (continua a leggere su qdr)

14 giugno 2011

Referendum Now

Poteva accadere qualcosa di peggio al governo Berlusconi dopo la batosta delle amministrative? Sì, perdere i 4 referendum nel modo in cui li ha persi. Referendum che hanno portato il 54,5% degli elettori ad esprimere il proprio voto in due giorni di un giugno decisamente estivo, dopo un mese di primi turni e ballottaggi, per i quali alcune città sono arrivate a votare fino a 3 volte negli ultimi 40 giorni. E il giudizio politico è schiacciante.

Schiacciante, perché dopo 17 anni i cittadini hanno scelto di partecipare nuovamente ad uno strumento di democrazia diretta e perché ad essere abrogati non sono stati alcuni complessi quesiti di natura metafisica, o meccanismi legislativi, ma temi chiave dell’iniziativa politica di questo governo. In due giorni di un voto estivo, il 95% dei partecipanti ha cancellato le deboli e disarticolate proposte di questo esecutivo in materia di energia, di gestione delle reti idriche e di “improcessabilità” della cariche di governo. Politiche chiave della maggioranza su argomenti cruciali per il futuro dell’Italia. Poiché se ancora nel 2011 possiamo permetterci di parlare di quale sia il rapporto tra il potere esecutivo e il potere giudiziario, non possiamo fare altrettanto discutendo di energia mentre osserviamo agonizzare il nostro comparto industriale, o mentre sappiamo che – nel momento in cui scriviamo – quasi la metà dell’acqua potabile del Paese va dispersa. (continua a leggere su qdr)

31 maggio 2011

Ha vinto il cambiamento

Le elezioni hanno una caratteristica, qualcuno vince qualcuno perde. E’ così, ed è una buona abitudine imparare a riconoscere questo fatto, magari evitando di usare parole come liberazione, o categorie che appartengono a periodi che la storia ha affidato alle sue pagine più buie. In questa normalità avviene la nostra vittoria, inattesa nella sua grandezza. Il centrosinistra vince ed il centrodestra perde. Il terzo polo rimane chiuso in corridoio in attesa che qualcuno apra loro la porta.

La festa della vittoria quindi deve essere piena e serena, serena perché certamente le alternative proposte hanno saputo convincere l’elettorato con considerevoli rientri dal non voto ed ha premiato i programmi di governo delle amministrazioni locali. Insieme a questo possiamo sostenere che in Italia stia rinascendo una voglia di cambiamento.

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17 maggio 2011

DSK perso, PS disorientato

Alla fine Dominque Strauss Kahn si sarebbe candidato alle primarie? Sarebbe stato il candidato del partito socialista per le presidenziali francesi?

Non lo sapremo mai, quello che sapremo è se l’uomo che molti già davano seduto all’Eliseo sarà giudicato colpevole di atti sessuali criminali (lo stato di New York ha una legislazione più severa di altri Stati federali in merito), tentata violenza, abuso sessuale e sequestro.

La vicenda scabrosa, e surreale, che coinvolge il presidente del Fondo Monetario Internazionale cattura certamente tutte le attenzioni dell’opinione pubblica, l’ampio uso di riferimenti o paragoni cinematografici e di serie televisive è diventato uno dei leitmotiv di questo nuovo reality show che verrà trasmesso in ogni formato disponibile in questa nostra età della tecnica. (continua a leggere qdr)

11 aprile 2011

Are you in?

Negli Stati Uniti ci sono delle certezze. Il Superbowl, gli Academy Awards, il tacchino del ringraziamento ed il voto alle presidenziali fissato costituzionalmente ogni 4 anni il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre. Con questa certezza, che val la pena di ricordare a noi manca, il ruolo del comandante in capo si avvia a essere nuovamente sottoposto al giudizio degli elettori.

Eppure in questa precisione astronomica di ricorrenze talvolta la corsa presidenziale diviene un momento unico, in grado di segnare il nostro presente. Non è un caso che le ultime tre elezioni presidenziali abbiano visto una partecipazione ed un coinvolgimento straniero fuori dal comune, con il paradosso di vivere e veder vivere da parte dei cittadini di tutto il mondo una campagna elettorale come un evento a cui si potesse partecipare. Se questo fosse stato possibile per una qualche anomalia della storia politica Al Gore avrebbe vinto a larga maggioranza, la dottrina Bush non avrebbe mai visto la luce, la regina del Ketchup, Teresa Heinz, sarebbe divenuta first lady nel 2004 e Obama avrebbe vinto le elezioni con una maggioranza da far tremare i checks and balances della solida costituzione americana. (continua a leggere su qdr)

21 marzo 2011

Propaganda asimmetrica

In larga parte le informazioni che hanno segnato l’espandersi dei cambi di regime, dall’Egitto fino ai movimenti libici, sono state infiammate dai racconti di Al Arabya e Al Jazeera, i principali canali all-news del mondo arabo. Al Arabiya ha moltiplicato il numero degli incidenti e delle vittime fornendo spesso racconti di atrocità che non hanno trovato riscontri. Ha quindi accomunato queste rivolte a quelle avvenute in Egitto e in Tunisia: operazione fuorviante, ma efficace nel trasmettere un senso di urgenza e di reazione nell’emotività delle opinioni pubbliche occidentali. (continua a leggere su qdr)

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