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Se un giorno metti 491 democratici nel Lazio…

13 novembre 2007

Sabato alle ore 10 ha avuto luogo l’assemblea regionale costituente del Partito Democratico presso il centro congressi auditorium del massimo e come delegato ho partecipato.Sarà stato forse perchè il nostro segretario ha guadagnato un più che rispettabile 88% nelle primarie ma noi i prati all’interno dell’auditorium non li abbiamo avuti e si è proceduto senza eccessivi orpelli. Nell’aspetto funzionale è stata un assemblea molto classica, più forse simile ad un congresso che a questa attesa inimmaginabile novità. Niente di diverso nei badge, niente di rinnovato nelle file al bar. Anche le persone non mi sono sembrate diverse dai tanti congressisti dei passati partiti, con qualche solida eccezione ho avuto la percezione di un assemblea compatta forse addirittura disillusa nei modi e nelle reazioni. La relazione di Zingaretti, preceduta da un momento di cordoglio per Giglia Tedesco,  è stata sotto molti aspetti nuova nei contenuti e si è avuta la sensazione di una non comprensione, se non di uno scarso interesse da parte degli eletti. Il vero avversario politico del giorno, quantomeno nel Lazio, ha assunto la fisicità di una massa di delegati, disciplinati ma non partecipi.Verso le 11 la relazione del nuovo Segretario proclamato è terminata lasciando spazio ai primi interventi, nella giornata se ne sono susseguiti 38 di diverso spessore e con diverse intenzioni. Molte parole spese all’indirizzo dell’assemblea nazionale, con un certo senso di “vorrei ma non posso” da parte di molti membri dell’assemblea regionale.Momenti di fastidio per il ritiro della candidatura alla carica di presidente dell’Assemblea Costituente di Margherit, proposta come sintesi tra tutte le … (difficile avvolte trovare il termine giusto)… identità.Margherit è stata infatti incoraggiata a ritirarsi mentre si riaprivano i termini per la presentazione delle candidature in favore dell’area popolare che presentava a quel punto Tiziana Lagrimino e Giuseppina Ceci per l’area popolare mentre Clelia Calisse per tutti coloro che non credono nella vecchia logica della conta (Uno lo dò al DS, un altro lo dò al DL ).Le operazioni di voto hanno avuto luogo apparentemente senza difficoltà mentre gli interventi proseguivano senza interruzione. Assolutamente condivisibile l’immagine suggerita da Cristiana Alicata di interventi che assomigliano ad una conversazione asincrona (da blogger appunto), fin qui nulla di nuovo. Ciò che veramente mi ha colpito è il mancato senso di novità, o di spirito di rinnovamento o se preferite di coraggio di portare a termine un progetto che abbiamo già tutti acconsentito a finalizzare.Se non ci riesce un uomo con una percentuale di consensi a cambiare le carte in tavola chi dovrebbe riuscirci?Se non ci si riesce a cambiare gli equilibri quando all’inizio la volontà di stare insieme, è così marcata e freschissima quando ci riusciremo?

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