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Credere nelle donne

17 febbraio 2008

74246883_48462c083a.jpgIo alle donne credo, ho sempre creduto sebbene a volte le loro quote mi abbiano preoccupato e mi abbiano fatto sentire in difficoltà, muovendo parti abiette di me che volevano sconfessare l’emergenza di “senso” che stiamo vivendo. Io alle donne credo quando mi dicono o raccontano che molte cose sono più difficili, cose che per me come uomo sono semplici,non parlo di programmare un videoregistratore o montare un armadio ikea, parlo di tornare a casa la sera quando è buio ad esempio. Credo anche che se una donna è bella non necessariamente debba essere stupida e credo che si sentirà triste ognivolta che subirà pressioni inaccettabili. Credo che non tutte le donne siano in quanto donne persone straordinarie ma che essendoci, donne straordinarie, vadano rese libere di essere tutto ciò che possono essere. Non ho bisogno di amare le donne più di quanto le ami per sapere che sanno soffrire, e che non essendo dei droni se scelgono di privarsi di qualcosa che visceralmente appartiene loro, sottoponendosi ad un aborto, hanno i loro motivi. Credo nella coscienza degli individui non nella coscienza della società

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From → reazioni

6 commenti
  1. Sottoscrivo in pieno.
    Odio quando dicono le donne sono migliori degli uomini, credo che ci siano donne incapaci come uomini incapaci ma è vero che dobbiamo dare alle migliori la possibilità di emergere.

    Credo anche che Ferrara dopo aver lavorato per la Cia ora lavori per qualche elemento della Santa Sede…altro che valori e dfesa della vita…ferrara lo conosciamo già abbastanza mi chiedo perchè continuiamo a dare questo peso alle sue parole

    bacio

    Isa

  2. Melissa Panarello permalink

    e bravo gabriele! 🙂

  3. grazie ad entrambe, siete un buon esempio.

  4. Ciao scusami il disturbo (se fosse tale) Ti faccio perdere solo 1 minuto. Non credo che riusciro’ a cambiarti la vita, ma sicuramente impegno siamo decisi a mettercelo. Anche perchè sta a noi giovani ribellarsi un po’ al potere della politica ed all’asfissia generazionale che arriva dai media. Faccio parte di un gruppo di una cinquantina di ragazzi (ci siamo tutti conosciuti in internet e nelle ultime ore con qualkuno anche di persona) che abbiamo creato prima un blog a sostegno di Pierferdinando Casini ed ora vorremmo come gruppo di giovani creare una vera e propria rivoluzione giovanile che parta dal basso, prima di tutto dalla rete internet.

    Questo è il Blog principale:
    http://casinipresidente.wordpress.com

    Puioi trovare anche i motivi che ci hanno spinto ad agire, per difendere i valori cristiani prima di tutto, ma anche per creare un notword di Altra informazione poichè quella dei media è tutta monopolizzata dai potenti. In realtà vogliamo nei prossimi giorni incontrare Pierferdinando e dire a Lui se ci aiuta in questa rivoluzione giovanile. Crediamo che ci sosterà, e noi viceversa sosterremo lui.

    Se ti va di entrare nel network o di darci una mano e crescere con noi, non esitare a scriverci.

    Un abbraccio di cuore,
    Stefano
    casinipresidente@hotmail.com

  5. I Casiniani copiano Ron Paul, fenomenale.

  6. Nome (obbligatorio) permalink

    Ora che questo post si trova sufficientemente indietro nel tempo (e in fondo a questo blog) posso finalmente commentare.

    Lo sapevi che Steve Jobs è stato adottato? La sua madre biologica era una giovane laureanda, accortasi della gravidanza indesiderata fu messa dinanzi alla solita scelta: abortire, tenersi il bambino o darlo in adozione.
    Scelse l’ultima opzione, affidandolo ad una coppia che le promise che il bambino avrebbe frequentato l’università. Come forse saprai Steve non si è mai laureato, ma ha fondato la Apple, la Pixar e la Next: tre società che hanno rivoluzionato il nostro modo di rapportarci con la tecnologia, il divertimento e – perché no – l’arte. Al di là dei suoi successi imprenditoriali è un uomo eccezionale. Una di quelle persone la cui presenza forse non ha reso il mondo migliore, ma la sua assenza l’avrebbe reso sicuramente più triste. E tu sai cosa intendo per “triste”.

    Ammetto di giocare sporco usando un esempio che non può lasciari indifferente, e lo faccio ancora di più rubando le sue parole e decontestualizzandole dal discorso in cui le ha pronunciate: la vita è un’incognita, una serie di puntini senza senso e senza alcun apparente collegamento. Unire i puntini è possibile, ma non è possibile farlo guardando in avanti, ma solo guardandosi alle spalle. Bisogna aver fiducia che i puntini che ora appaiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro.
    Abortire equivale a cancellare i puntini dalla lavagna e non significa privarsi di qualcosa che visceralmente appartiene alle donne, bensì privare qualcuno di tutto il suo potenziale, di tutte le sue opportunità, di tutti i suoi puntini.

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