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The nominee

8 maggio 2008


Nella notte delle primarie in Indiana e in North Carolina si è creato un pareggio che ha le caratteristiche della vittoria per il senatore dell’Illinois Barack Obama. Una vittoria di oltre 15 punti, che gli ha permesso di superare l’asticella psicologica impostagli dai media, è molto più importante una sconfitta di appena 10 mila voti in Indiana, uno stato il cui elettorato è composto in larghissima parte da un voto bianco e borghese.

Ancora più importante nel definire l’importanza di questa vittoria è il momento di guerrilla mediatica al quale Barack Obama è stato sottoposto a causa delle incendiarie affermazioni del reverendo Wright, guida della Unite Trinity Church of Christ, che erano suonate come una zavorra difficilmente gestibile nel racconto della campagna.

La nomination anche se probabile non è scontata ed in larga parte è affidata al ritiro volontario da parte della Clinton che in queste ore è posta sotto assedio dai media nazionali che sentenziano un KO tecnico, segnale a mio giudizio che lo stato maggiore del partito democratico guidato dal generale Dean ha maturato la convinzione che Obama è ormai il vincitore avendo dalla sua il numero più alto di delegati nominati, di voto popolare (assoluto), e di stati vinti.

Nessuno puo’ tuttavia costringere Hillary Clinton alla ritirata e ci sono gli elementi per temere che la corsa continui per almeno un altro mese fino al fatidico momento della convention democratica di giugno. In base alla documentazione presentata in queste ore alla corte la Clinton avrebbe iniettato più di 6,4 milioni di dollari nel proprio fondo. Il che sommato al precedente prestito porta la somma spesa dai Clinton a 11,4 milioni.

Non ci resta che aspettare le prossime ore

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From → americana

One Comment
  1. Mi sembra che la partita ormai sia molto, molto vicina alla fine. Ed è l’ennesima dimostrazione che le donne si trovano in grande difficoltà a fare le leader politiche. La Merkel è riuscita a pareggiare, a suo tempo, delle elezioni in cui partiva con un vantaggio da far impallidire Berlusconi ( e ce ne vuole…), ora la Clinton, con cotanto marito, sta riuscendo a perdere delle primarie già vinte contro uno che fino a qualche anno fa, in America, non poteva neanche sedere sugli autobus…
    Grande Gabriele!

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