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La nuvola di Steve

11 giugno 2008

Alla conferenza degli sviluppatori Apple di San Francisco, lunedi 10 giugno 2008 Steve Jobs, personaggio dai tratti messianici che più di altri ha svolto un ruolo chiave nel trasformare la nostra quotidianità tramite la tecnologia, ha presentato la seconda serie di Iphone.

Simile alla prima per quanto riguarda l’hardware senza nessun importante modifica, come ad esempio il processore che rimane lo stesso, rinvigoriti invece diversi accessori come l’aggiunta di un gps integrato. Fondamentale l’aspetto software che tramite il passaggio alla versione 2.0 si irrobustisce la compatibilità con le reti di sicurezza aziendali e con gli ineludibili server Microsoft Exchange.

La rivoluzione, tuttavia, a mio parere è legata a Mobileme. Un servizio che cambierà in modo copernicano il rapporto che abbiamo con la nostra vita digitale, ridando forma al nostro corpo elettronico che per anni tramite la crescente capacità di ogni gadget aveva spezzato le nostre informazioni su diversi dispositivi. 

Il faticoso esercizio di sincronizzazione diventerà un passaggio automatico, insieme alla semplificazione della connessione tra rete cellulare e internet.

Il server della Apple, una sorta di microsoft exchange socialdemocratico, che è stato definito server nuvola manterrà in modo persistente cognizione del IP di ogni postazione mac, iscritta al servizio, connessa in rete e gestirà il flusso dati. Sincronizzando istantaneamente, ad ogni connessione, la nostra informatica. 

Per chi come me si considera un mac-evangelist non è che il naturale passaggio di un processo di organizzazione dell’I-Life che negli ultimi 15 anni jobs ha iniziato a costruire e che ha sempre mantenuto al centro, o alla testa, la postazione domestica. A differenza degli approcci al mercato di molte società la apple ed il suo think different stanno iniziando una nuova fase nel nostro rapporto con la rete. 

E per concludere questa mia apparente digressione dalla politica vi ricordo che: “Mac is a state of mind”

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From → analisi

2 commenti
  1. Curioso leggere questo tuo post esattamente il giorno in cui ho consegnato il telefonino all’assistenza…
    Che corpo mi ridisegna Jobs, l’assenza?

    Nuove vittime, nuovi drogati: a me tocca comprarmi un telefonino di emergenza, se ti si rompe il palmare, tu vai in crisi d’astinenza…

    =)P

  2. solo in parte, proprio perchè tutte le mie informazioni sarebbero già state preservate sul mac e la perdità di operatività sarebbe sostanzialmente contenuta. Certo, il tuo commento piuttosto riapre il problema dell’integrazione uomo rete. Se la rete si spegnesse domani, cosa faremmo?

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