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La forza morale e intellettuale

3 settembre 2008

E’ stato un grande intervento, un momento di accettazione commosso e responsabile quello del senatore dello stato dell’Illinois, Barack Hussein Obama, mentre ottantancinque mila persone trattenevano il respiro al suo pronunciare le prime parole il 28 agosto 2008. Obama ha ricordato, in ogni frase, che dietro i fari prepotenti del grande rito mediatico  la politica è fatta di un emozione ben stretta alla ragione, che il carrozzone è tale ma alla base c’e’ un senso di democrazia, di sfide vinte dal door to door non quindi da un consenso sfocato ma dalla forza dei singoli voti.

La forza morale e intellettuale, la fibra e la capacità di sentire il bene e di ragionarlo, e non solo un pensare “a quale paese” affidandolo ad una faccia. Dimentichiamo sempre la nostra storia e le nostre difficoltà. Poco importa che Barack venga bene in video, non serve a nulla se non ad ammaestrare alcune televisioni che sono in ogni caso ostili. Lui è la guida di persone che con una straordinaria forza collettiva spingono insieme, che questa volta avranno più volontari negli stati considerati già persi in un paese dove quando perdi di un voto non porti a casa nemmeno un pezzo della vittoria. Ci saranno volontari dove si perde perchè non è economia ma politica e passione, perchè tutti possono partecipare e trasformare il sogno in qualcosa di solido, che possono stringere con mano che siano bandiere, libri o altre mani.

Il Partito Democratico Italiano oggi è un esperienza in larga parte vissuta dalla propria dirigenza non dalle persone che hanno partecipato alle primarie. I momenti collettivi sono ancora privi di un segno comune ma se la strada è ancora lunga al tempo stesso è pericoloso non domandarsi sinceramente se la direzione presa sia quella corretta. Abbiamo tradito molte aspettative: dal non aver fatto tutto il possibile per evitare la caduta del secondo governo Prodi, non aver formato liste che fossero espressione di una realtà politica di cui essere fieri, una partita giocata con la speranza del pareggio, una vita parlamentare così sfocata che sembra implorare la disattenzione dell’elettorato.

E noi? Perchè se ammettiamo che questo partito in molte delle sue manifestazione non è quello che abbiamo aspettato, o che abbiamo tentato di costruire dobbiamo assumere un comportamento onesto e lineare. 

Quale? Quale deve essere?

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From → analisi

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