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Referendum Now

14 giugno 2011

Poteva accadere qualcosa di peggio al governo Berlusconi dopo la batosta delle amministrative? Sì, perdere i 4 referendum nel modo in cui li ha persi. Referendum che hanno portato il 54,5% degli elettori ad esprimere il proprio voto in due giorni di un giugno decisamente estivo, dopo un mese di primi turni e ballottaggi, per i quali alcune città sono arrivate a votare fino a 3 volte negli ultimi 40 giorni. E il giudizio politico è schiacciante.

Schiacciante, perché dopo 17 anni i cittadini hanno scelto di partecipare nuovamente ad uno strumento di democrazia diretta e perché ad essere abrogati non sono stati alcuni complessi quesiti di natura metafisica, o meccanismi legislativi, ma temi chiave dell’iniziativa politica di questo governo. In due giorni di un voto estivo, il 95% dei partecipanti ha cancellato le deboli e disarticolate proposte di questo esecutivo in materia di energia, di gestione delle reti idriche e di “improcessabilità” della cariche di governo. Politiche chiave della maggioranza su argomenti cruciali per il futuro dell’Italia. Poiché se ancora nel 2011 possiamo permetterci di parlare di quale sia il rapporto tra il potere esecutivo e il potere giudiziario, non possiamo fare altrettanto discutendo di energia mentre osserviamo agonizzare il nostro comparto industriale, o mentre sappiamo che – nel momento in cui scriviamo – quasi la metà dell’acqua potabile del Paese va dispersa. (continua a leggere su qdr)

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From → qdr

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