Skip to content

La leggerezza di Matteo

11 aprile 2012

Immagine

Stilnovo è un libro leggero. La sua leggerezza non è un difetto, è piuttosto la sua maggiore forza. La leggerezza non per caso ha avuto un meraviglioso alfiere come Italo Calvino che nelle sue lezioni americane l’ha saputa difendere.

cercherò di spiegare – a me stesso e a voi – perché sono stato portato a considerare la leggerezza un valore anziché un difetto; […] Oggi ogni ramo della scienza sembra ci voglia dimostrare che il mondo si regge su entità sottilissime: come i messaggi del DNA, gli impulsi dei neuroni, i quarks, i neutrini vaganti nello spazio dall’inizio dei tempi“

Il dibattito tra peso/leggerezza in politica non si è mai concluso ma ha trovato negli ultimi anni appassionati del peso come Bersani o coloro che hanno immaginato nella strutturazione della Lega nord l’antidoto all’antipolitica (questi ultimi smentiti dalla cronaca). La leggerezza calviniana in Politica ha pochi esempi perchè non è paragonabile ne’ alla liquidità rappresentata da Veltroni ne’  alla liquidità più propriamente stigmatizzata da Bauman. Renzi con Stilnovo nel suo soliloquio con il lettore/elettore si appropria di questa leggerezza e la utilizza con grande naturalezza, coglie volutamente (o istintivamente) questo spirito del tempo nell’affrontare una storia aneddotica di Firenze e dei Fiorentini con la passione innegabile non solo del cittadino affezionato alla sua gente ma più propriamente come Sindaco, la persona che legittimamente regge il gonfalone di quella città, di quella comunità e di quella storia.

La storia di Firenze diviene quindi occasione di spunto per un andirivieni di suggestioni che viaggiano dal passato storico alla contemporaneità del narratore/sindaco. Oscilliamo tra Amerigo Vespucci e la fuga dei cervelli italiani di questo millennio, Machiavelli riflesso nel governo tecnico di Mario Monti, Dante capace di parlare in 140 caratteri, Michelangelo in grado di gabbare la burocrazia tiranneggiante. In più di un passaggio è come sovrapporre tanti ritratti di Firenze in carta velina e poterne apprezzare i mutamenti, talvolta azzardati e per questo degni di essere raccontati. C’e’ il Vasari che salva da se stesso l’opera più importante di Leonardo da Vinci e c’e” un”amministrazione, quella di Renzi, che vuole riportare alla luce quel salvataggio nonostante i conservatori. Nella sua scrittura colloquiale, facile da approcciare ed immediata c’è spazio per frasi che segnano posizionamenti politici nazionali, alcuni dei quali Renzi come politico rappresenta meglio di altri, la difesa del bipolarismo, la legittimazione popolare, come la responsabilità individuale dell”uomo. Da questi brevi riferimenti  emerge nitidamente l”idea di politics che Renzi, sindaco di seconda generazione, rappresenta come erede del successo della riforma elettorale dei comuni, la riforma che ci permette oggi inequivocabilmente di votare il governo della città, un programma, una coalizione.

Stilnovo è una lettura agile, senza l”ambizione di un manifesto politico, con la semplicità di una chiacchiera a cena di cui si ha il piacere di pagare il conto. Rimane il pensiero di dove e che cosa questa agilità, questa empatia storica ci vogliano portare. Chi leggerà questo libro da cittadino/elettore di Firenze non potrà che goderne di più, trovandone lo sforzo e la voglia di mettersi in gioco del proprio sindaco che pone la sua città ad esempio quasi a prova generale per l’Italia.

Stilnovo è anche e forse principalmente la promessa del Sindaco Renzi di voler lasciare un segno sulla sua città, di portare a compimento la trasformazione iniziata vent’anni fa, ben prima di lui, del ruolo di Sindaco. Una promessa che per dirsi realizzata ha evidentemente bisogno del giusto tempo, di un secondo mandato. Ciò che in Stilnovo manca è un impegno “a viso aperto” per il futuro, che possa impegnare chi crede in quella medesima visione di Firenze del sindaco-rottamatore, un’indicazione chiara per tutte quelle energie libere che aspettano che sia mostrata una strada, un progetto. Stilnovo non era il libro incaricato di rispondere a questa aspettativa caricata sulle spalle di Matteo Renzi, la stessa aspettativa che si respirava alla Leopolda 2011, ma questa aspettativa durerà a sufficienza?

 

pubblicato su http://www.gazebos.it

Annunci

From → analisi

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...